Gastrectomia

1. Che cos’è la Gastrectomia?

La gastrectomia è l’intervento chirurgico finalizzato alla rimozione dello stomaco o di una sua parte.

1.2 Principali tipi di Gastrectomia

A seconda della quantità di stomaco rimossa, la gastrectomia assume una denominazione specifica diversa, che richiama alla porzione di organo asportata.
Pertanto, esistono i seguenti tipi di gastrectomia:
• La gastrectomia totale, tramite cui il chirurgo elimina l’intero stomaco.
• La gastrectomia parziale, tramite cui il chirurgo elimina la parte inferiore dello stomaco.
• La gastrectomia a manica, tramite cui il chirurgo elimina la parte sinistra dello stomaco.
• L’esofagogastrectomia, tramite cui il chirurgo elimina la parte superiore dello stomaco e parte dell’esofago.

Quando si esegue
La gastrectomia si pratica principalmente in caso di tumore maligno allo stomaco (o cancro allo stomaco), ma può risultare necessaria anche in presenza di obesità (chirurgia bariatrica), tumore dell’esofago, ulcere gravi allo stomaco e tumori benigni allo stomaco.

1.3 Tumore maligno allo stomaco

I tumori maligni allo stomaco sono neoplasie gravi, assai metastatizzanti e difficilmente curabili con la chemioterapia e/o la radioterapia.
Pertanto, richiedono quasi sempre l’asportazione chirurgica dell’intero organo malato (gastrectomia totale).
I rari casi di cancro allo stomaco curati tramite gastrectomia parziale si spiegano col fatto che la massa tumorale maligna si è formata nella parte inferiore dello stomaco e non si è ancora estesa altrove.

1.4 Grave Obesità

L’intervento di gastrectomia – e precisamente di gastrectomia a manica – risulta indispensabile per curare l’obesità quando
• tale condizione morbosa mette in serio pericolo di vita chi ne è affetto;
• si sono provati, senza successo, tutti i possibili trattamenti non invasivi.
Con la rimozione di una sezione di stomaco, si vuole ridurre la quantità di cibo che un individuo può introdurre con un pasto.

TUMORE ALL’ESOFAGO
I tumori all’esofago, situati tra esofago e stomaco, sono in genere trattati mediante un intervento di esofagogastrectomia.
ULCERA GASTRICA
Oggi, la cura delle ulcere gastriche è quasi sempre di tipo farmacologico.
Tuttavia, in alcuni rari casi i farmaci sono poco efficaci e, con il peggioramento progressivo dello stato di salute dello stomaco, risulta necessaria la gastrectomia.

TUMORE BENIGNO ALLO STOMACO
I tumori benigni allo stomaco richiedono l’intervento di gastrectomia parziale o totale per motivi del tutto precauzionali. Infatti, un tumore benigno allo stomaco potrebbe avere una discreta probabilità di tramutarsi in un tumore maligno dello stomaco.

1.6 Preparazione

La gastrectomia è un intervento chirurgico che prevede l’anestesia generale. Pertanto, prima della sua esecuzione, bisogna sottoporre l’individuo da operare ai seguenti controlli clinici:
• Esame obiettivo accurato
• Analisi del sangue completa
• Elettrocardiogramma
• Valutazione della storia clinica (malattie sofferte in passato, eventuali allergie a farmaci anestetici, medicinali assunti al momento dei controlli ecc).
Se non emergono controindicazioni di alcun genere, il chirurgo operante (o un membro del suo staff) illustrerà le modalità d’intervento, i possibili rischi, le raccomandazioni pre- e post-operatorie e, infine, i tempi di recupero.

Principali raccomandazioni pre- e post-operatorie:
• Prima della gastrectomia, sospendere qualsiasi eventuale trattamento a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (FANS), perché questi farmaci, riducendo la capacità coagulativa del sangue, predispongono a gravi emorragie.
• Nel giorno della procedura, presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente.
• Dopo l’intervento, farsi assistere da una persona di fiducia.

1.7 Procedura

La gastrectomia si può eseguire con un intervento di chirurgia tradizionale (detta anche “a cielo aperto”) o con un intervento di chirurgia laparoscopica (o intervento in laparoscopia).
Nel primo caso, il chirurgo pratica un’incisione di diversi centimetri a livello dell’addome e, dall’apertura così creata, estrae tutto o solo parte dello stomaco malato; nel secondo caso, invece, effettua (sempre sull’addome) tre piccole incisioni di circa un centimetro, attraverso le quali introduce la strumentazione chirurgica (laparoscopio ecc.) ed estrae lo stomaco malato.
Ovviamente, sia l’intervento di chirurgia tradizionale che quello in laparoscopia consentono la rimozione di tutti i tessuti (linfonodi, organi limitrofi ecc.) intaccati dal cancro primario


GATRECTOMIA TOTALE
La rimozione totale dello stomaco richiede la connessione dell’esofago al piccolo intestino, in maniera da ricreare una via di passaggio per il cibo ingerito. La connessione richiede l’applicazione di una sorta di punti di sutura, i quali, nei casi più sfortunati, potrebbero non sigillare completamente i due compartimenti digerenti e dar luogo a complicazioni (perdita di cibo).

GASTRECTOMIA PARZIALE
La rimozione parziale dello stomaco, precisamente della sua parte inferiore, richiede la connessione di ciò che rimane (la parte superiore) con l’intestino tenue. Come nel caso precedente, la sigillatura potrebbe essere deficitaria e dar luogo a perdite di cibo dai compartimenti digerenti non uniti in modo naturale.

GASTRECTOMIA A MANICA
Durante una gastrectomia a manica, il chirurgo provvede alla rimozione della parte sinistra dello stomaco – in particolare del cosiddetto “fondo” e di buona parte della regione chiamata “corpo” – e alla sigillatura di ciò che rimane.

Al termine dell’intervento, il volume dello stomaco risulta ridotto di un buon 75% (N.B: a digiuno, la capacità dello stomaco di una persona sana misura circa 500 mL; dopo una gastrectomia a manica, si riduce a 120 mL).
La sigillatura potrebbe non essere efficace e, in alcuni suoi punti, potrebbero aversi perdite di cibo.

ESOFAGOGASTRECTOMIA
In modo simile ai tipi di gastrectomia precedenti, dopo la rimozione della parte superiore dello stomaco e di parte dell’esofago, il chirurgo ricongiunge ciò che rimane dello stomaco a ciò che rimane dell’esofago. La sigillatura potrebbe non essere del tutto ermetica.

1.7 Fase post-operatoria

Conclusa la gastrectomia, è previsto un periodo di ospedalizzazione di una o due settimane, a seconda dei motivi dell’intervento.
Subito dopo l’operazione e per almeno un paio di giorni, il paziente è sottoposto a drenaggio chirurgico (per rimuovere i fluidi in eccesso contenuti nell’apparato digerente e in ciò che rimane dello stomaco) e a nutrizione endovenosa (o a gastrostomia).
È probabile che siano necessarie delle somministrazioni regolari di antidolorifici e che, per almeno un paio di settimane, i pasti siano molto leggeri.

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