Colectomia

1. Cos’è la colectomia?

La colectomia è l’intervento chirurgico finalizzato alla rimozione totale o parziale del tratto di intestino chiamato colon.
Durante ogni colectomia dev’essere praticata anche la ricanalizzazione dell’intestino, allo scopo di permettere nuovamente il transito (quindi anche l’espulsione) delle feci.

PRINCIPALI TIPI DI COLECTOMIA
A seconda della quantità di colon rimossa, la colectomia assume una denominazione specifica diversa; tale denominazione richiama alla porzione di intestino crasso asportata.
Pertanto, esistono i seguenti tipi di colectomia:
• Colectomia totale, che consiste nella rimozione dell’intero colon.
• Colectomia subtotale, che consiste nella rimozione di una o più parti del colon.
• Emicolectomia, che consiste nella rimozione della porzione destra o sinistra del colon
• Proctocolectomia, che consiste nella doppia rimozione di colon e retto.

1.2 Quando si esegue la Colectomia?

La colectomia si pratica per prevenire o curare determinate condizioni morbose che possono insorgere a carico del colon.
Queste condizioni morbose consistono in:
• Cancro del colon. Più il tumore maligno del colon è a uno stadio avanzato, più è grande la porzione d’intestino asportata. In casi di neoplasie maligne molto gravi, si ricorre anche a una colectomia totale.
• Morbo di Crohn e colite ulcerosa. Sono due patologie autoimmuni, appartenenti alla categoria delle cosiddette malattie infiammatorie intestinali. Caratterizzate da disturbi dell’alvo e dolore addominale, morbo di Crohn e colite ulcerosa richiedono la colectomia quando le terapie farmacologiche previste non hanno prodotto risultati soddisfacenti o quando, durante una colonscopia di controllo, sono state ritrovate delle cellule precancerose.
• Diverticolite. La diverticolite richiede la colectomia quando la terapia farmacologica e l’adozione di uno stile di vita sano non hanno prodotto i risultati sperati.
• Occlusione intestinale. Se l’occlusione è grave, può risultare necessaria anche una colectomia totale.
• Emorragia intestinale persistente. Quando le perdite di sangue a livello intestinale sono gravi e non accennano a un miglioramento, il ricorso alla colectomia parziale può essere l’unica soluzione terapeutica. La zona intestinale rimossa è, ovviamente, quella sanguinante.
• Polipi intestinali. I polipi intestinali sono dei tumori benigni, che, però, in alcuni casi possono tramutarsi in formazioni maligne. Per prevenire tale complicanza, si può ricorrere a una colectomia parziale, tramite cui viene eliminata la regione intestinale presieduta dai polipi.

1.3 Preparazione

La colectomia è un intervento chirurgico che prevede l’anestesia generale. Pertanto, prima della sua esecuzione, bisogna sottoporre l’individuo da operare ai seguenti controlli clinici:
• Esame obiettivo accurato
• Analisi del sangue completa
• Elettrocardiogramma
• Valutazione della storia clinica (malattie sofferte in passato, eventuali allergie a farmaci anestetici, medicinali assunti al momento dei controlli ecc).
Se non emergono controindicazioni di alcun genere, il chirurgo operante (o un membro del suo staff) illustrerà le modalità d’intervento, i possibili rischi, le raccomandazioni pre- e post-operatorie e, infine, i tempi di recupero.

COLECTOMIA D’EMERGENZA
Talvolta, la colectomia può essere un intervento d’emergenza (per esempio in caso di occlusione intestinale acuta). In tali circostanze, manca il tempo per attenersi a determinate precauzioni, come per esempio lo svuotamento intestinale o il digiuno pre-operatorio.

1.4 Procedura

La colectomia si può eseguire con un intervento di Chirurgia Laparoscopica o con un intervento di Chirurgia Tradizionale
.
COLECTOMIA LAPAROSCOPICA
Durante la colectomia laparoscopica, il chirurgo effettua sull’ addome delle piccole incisioni di circa 1cm , attraverso le quali introduce la strumentazione chirurgica (laparoscopio ecc.) con cui estrae dalla sua sede addominale il tratto di colon su cui intervenire. Una volta asportate le zone malate ed effettuata la ricanalizzazione, reinserisce il colon modificato nella sede originaria e ricuce le piccole incisioni.

COLECTOMIA TRADIZIONALE
Durante la colectomia “a cielo aperto”, il chirurgo pratica un’incisione di diversi centimetri a livello addominale e, dall’apertura così creata, asporta il colon malato (tutto o solo una parte, a seconda delle esigenze) ed effettua la ricanalizzazione.
A ricanalizzazione avvenuta, chiude la grande incisione addominale con dei punti di sutura.

1.5 Fase Post-Operatoria

Conclusa la colectomia, è previsto un periodo di ospedalizzazione della durata di una settimana al massimo. Durante tale periodo, il personale medico monitora a intervalli regolari le condizioni del paziente e del suo intestino.
In genere, fino al termine del ricovero, l’alimentazione avviene per via endovenosa (alimentazione parenterale), in quanto l’intestino non è ancora guarito a sufficienza per poter digerire e assorbire cibi solidi.
A dimissioni avvenute, è probabile che il paziente avverta ancora dolore e si senta particolarmente stanco. Sono entrambe due sensazioni normali, che tendono a risolversi col tempo.
È bene sottoporsi a controlli medici periodici e contattare il proprio medico curante alla minima comparsa di disturbi addominali, sangue nelle feci

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