Carcinoma del colon-retto: Chirurgia

1. Che cos’è l’ecografia addome superiore?

La chirurgia rappresenta la principale opzione terapeutica con intento curativo delle neoplasie del colon-retto e dovrebbe essere effettuata entro tempi ragionevolmente brevi.

La rimozione chirurgica del tumore del colon-retto viene effettuata dopo aver escluso radiologicamente la presenza di lesioni a distanza e aver verificato l’operabilità del tumore stesso.

• A seconda del giudizio del medico, e previo accordo con il paziente, l’intervento chirurgico può essere effettuato in via Laparoscopica o in via Laparatomia.

• In Laparoscopia l’intervento viene eseguito praticando nella parete addominale delle piccole incisioni attraverso le quali vengono introdotti:


◦ un gas, anidride carbonica o protossido di azoto, che consente di creare lo spazio per manovrare gli strumenti chirurgici
◦ un laparoscopio, strumento formato da un tubo attraverso cui passano delle fibre ottiche e una piccola telecamera, che permettono di ricevere delle immagini su un monitor
◦ tubi di pochi millimetri di diametro attraverso i quali vengono introdotti e manovrati nell’addome gli strumenti chirurgici

• L’intervento ha lo scopo di essere quanto più radicale possibile, pertanto il tumore viene rimosso insieme con un tratto di intestino più o meno ampio in base sia all’estensione della patologia sia alla necessità di garantire margini di resezione liberi da malattia (almeno 2 cm di margine libero da lesioni).

1.2  Rimozione del tumore con asportazione di un tratto di intestino

• A seconda dei casi può essere necessaria la resezione anche di organi adiacenti se interessati dalla malattia in seguito a infiltrazione per contiguità o continuità.
• A completamento dell’intervento viene effettuata la rimozione dei linfonodi prossimi al tratto di intestino interessato per permettere la completezza della chirurgia e della stadiazione e quindi l’inquadramento della eventuale terapia.
• L’intervento chirurgico al retto può comportare il confezionamento di un ano artificiale sulla parete addominale (stomia) transitorio (che prevede la ricostituzione della continuità intestinale dopo alcuni mesi e dopo eventuale terapia adiuvante) o definitivo, a seconda della presentazione della malattia, della modalità dell’intervento e delle possibili complicanze

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