Biopsia Fusion

1. Che cosa è la Biopsia Fusion?

La Biopsia Fusion è una nuova tecnica che costituisce un grande passo in avanti nella diagnosi del trattamento prostatico.
La Biopsia Fusion agisce in combinazione con un ecografo in 3D ed è in grado di combinare le immagini della Risonanza Magnetica (RM) con quelle ecografiche. Questa tecnologia permette di simulare il tragitto della biopsia, di modificarlo all’occorrenza, registrando ogni singolo step.
La zona segnalata dalla Risonanza Magnetica come la più sospetta, inoltre, dopo la fusione di immagine con l’ecografia, compare come un bersaglio nell’immagine ricostruita in 3D.
L’operatore può così indirizzarsi verso il punto preciso da esaminare, senza colpire altre zone. 

1.2 A cosa serve l’esame?

La Biopsia Fusion consente di registrare una mappa tridimensionale delle biopsie eseguite e permette così di ricostruire con precisione la localizzazione e il volume del tumore.

1.3 Quali sono i vantaggi?

  • Aumenta la precisione evitando di pungere più volte la stessa zona e consente di mirare le zone risultate sospette alla Risonanza Magnetica.
  • Registra una mappa tridimensionale delle biopsie eseguite in modo tale che, abbinando i risultati dell’esame istologico, si possa ricostruire con discreta approssimazione la localizzazione ed il volume del tumore.
  • Questi dati, assieme al grado di malignità del tumore, contribuiscono in maniera decisiva a stabilire la categoria di rischio di quel particolare tumore.
  • Una volta stabilito correttamente il rischio, il trattamento può essere pianificato con una sicurezza molto maggiore. In altre parole, di fronte ad un piccolo tumore a bassa malignità, lo specialista potrà proporre come opzione anche la semplice sorveglianza attiva, mentre di fronte ad un tumore di 1-2 cm., a malignità anche solo intermedia, un trattamento chirurgico o radioterapico sarà necessario.

1.4 Norme di preparazione

Ai fini dell’esecuzione dell’esame è necessario:

  • 2 giorni prima dell’esame, sentito il parere del medico di medicina generale, il paziente deve assumere un’idonea terapia antibiotica preventiva (chinolinici o simili a dose piena)
  • è necessario sospendere per tempo un’eventuale terapia in atto con antiaggreganti (aspirina, ecc.) o anticoagulanti, per ridurre al minimo la possibilità di sanguinamento dopo o durante l’esame. Questo, comunque, dopo aver consultato il proprio medico di medicina generale per la tempistica di sospensione e la valutazione di terapia alternativa con eparina a basso peso molecolare.
  • la sera precedente l’esame bisogna praticare un clistere di pulizia
  • il mattino dell’esame, il paziente può consumare una colazione leggera; non è necessario il digiuno né avere la vescica piena
  • dopo l’esame è necessario il riposo ed assumere abbondante quantità di liquidi (circa 2 litri).

Durata dell’esame

40 minuti

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