Appendicectomia laparoscopica

1. Appendicectomia

L’appendicectomia è un intervento chirurgico che serve a rimuovere l’appendice malata. L’ è una(un diverticolo anche chiamato appendice vermiforme) presente nel tratto iniziale dell’intestino crasso. Quando si infiamma, per la presenza di materiale non digerito (coproliti) oppure per un’alterazione, generalmente giovanile, dei follicoli appendicolari, l’appendice può rompersi.peritonite perforazione del peritoneo, è la complicazione più grave dell’appendicite e va evitata con un intervento tempestivo.

1.2 Tecnica Chirurgica

La procedura elettiva per l’asportazione dell’
Appendice è l’ Appendicectomia Laparoscopica che ormai da diversi anni ha in gran parte sostituito la procedura chirurgica a cielo aperto.
L’appendicectomia per via laparoscopica viene eseguita praticando tre incisioni di piccolo diametro (1cm), queste incisioni permettono l’inserimento al loro interno di una piccola videocamera definita, appunto, laparoscopio e, allo stesso tempo, consentono l’inserimento della strumentazione chirurgica necessaria per l’asportazione dell’appendice.

1.3 Decorso Post-Operatorio

Al risveglio il paziente può accusare dolore addominale, localizzato nell’area della ferita, e per effetto dell’anestesia possono presentarsi
• mal di testa,
• confusione,
• stanchezza,
• nausea e vomito,
che sono disturbi comuni ma, generalmente, transitori.
Dopo l’intervento si riprende gradualmente l’alimentazione, dapprima con liquidi e successivamente con cibi solidi fino a regime. A seconda dei casi può essere necessario proseguire la terapia antibiotica eventualmente iniziata prima dell’intervento.
Prima della dimissione viene eseguita la medicazione della ferita chirurgica e se sono presenti drenaggi vengono rimossi quando la secrezione al loro interno è limpida, assente o comunque scarsa. La dimissione avviene generalmente da 2 a 4 giorni dopo l’intervento a seconda dell’andamento del quadro clinico post-operatorio

1.4 Cause

L’intestino non è sterile, anzi, è normalmente abitato da molte specie diverse di batteri che in particolari condizioni possono innescare il processo infiammatorio alla base dell’appendicite acuta, come può accadere in seguito all’ostruzione dell’appendice stessa da parte di

  • feci o escrescenze che ostruiscono il passaggio,
  • linfonodi ingrossati nelle vicinanze dell’appendice, a causa di infezioni del tratto gastrointestinale o di altri distretti dell’organismo.

Più raramente l’infezione viene innescata per azione diretta di germi patogeni che raggiungono la mucosa appendicolare per via ematica, cioè attraverso il flusso sanguigno, o tramite la penetrazione di batteri attraverso ulcerazioni della mucosa, come può accadere in corso di processi infiammatori cronici di vario tipo (rettocolite ulcerosamorbo di Crohn).

Cause più rare di ostruzione sono rappresentate da

  • traumi,
  • tumori della parete dell’appendice come i polipi e i carcinomi,
  • residui alimentari,
  • parassiti (ossiuri, ascaridi),
  • calcoli biliari migrati dalla colecisti.

All’ostruzione, a prescindere dalla causa, segue l’accumulo del materiale fecale e del muco, con successiva sovrapposizione dell’infezione ad opera dei germi presenti.

1.5 Sintomi e Diagnosi

I sintomi tipici dell’appendicite acuta sono rappresentati da:

  • dolore addominale,
  • nausea e vomito,
  • febbre,
  • chiusura dell’alvo a feci e gas, di entità variabile,
  • disturbi urinari,
  • rapido scadimento delle condizioni generali.

Il dolore inizialmente può essere diffuso a tutto l’addome e successivamente si localizza tipicamente appena sopra la regione inguinale destra (fossa iliaca destra); può variare in base alla sede dell’appendice, irradiarsi alla coscia e alla regione lombare.

Nei soggetti di sesso femminile bisogna escludere patologie di tipo ginecologico, che possono manifestarsi con quadri clinici e sintomatologia molto simile. È presente dolorabilità alla palpazione addominale a livello della sede dell’appendice, accompagnato da una più o meno chiara contrattura della parete muscolare (contrattura di difesa). Le analisi del sangue mostrano generalmente un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) di entità variabile in dipendenza dall’intensità del processo infiammatorio.

Nel sospetto di appendicite si esegue solitamente un’ecografia addominale, anche se non è sempre rilevabile il processo infiammatorio appendicolare per vari motivi (anatomici per esempio, in caso di appendici posizionate in sedi non tipiche o presenza eccessiva di aria in addome che ostacola l’esplorazione addominale); in tali casi un esame strumentale di secondo livello, quale la tomografia computerizzata (TC) potrebbe essere utile per giungere alla diagnosi. Ancora più rara la possibilità di eseguire una laparoscopia/laparotomia esplorativa, cioè procedere con l’esplorazione chirurgica diretta dell’addome laddove persistano dubbi e non si riesca ad avere una diagnosi di certezza attraverso il quadro clinico.

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